Il progetto nasce da un insight preciso: in un contesto sempre più digitale e immateriale, cresce il desiderio di tornare a oggetti tangibili, capaci di restituire valore, durata e ritualità all’esperienza.
Sviluppato in dialogo con handfactory, il progetto si concretizza in uno Stereo Kit che traduce la relazione tra fragranza e suono in un sistema coerente. Cinque composizioni originali, una per ciascun profumo, interpretano le note olfattive attraverso ritmo, struttura e atmosfera.
Il cuore del progetto è un vinile bianco 33 giri, accompagnato da cinque campioncini e cinque cartoncini custom per il testing, che guidano un percorso sinestetico tra ascolto e olfatto. Un inserto A5 introduce il progetto attraverso un testo editoriale. Sul retro del vinile, un QR code consente l’accesso alla playlist su Spotify.
Studio yarn e handfactory, hanno guidato l’intero sviluppo del progetto, dal concept alla realizzazione. Il lavoro ha incluso la definizione della narrativa sensoriale suono–profumo, la direzione creativa e il linguaggio visivo, la progettazione dello Stereo Kit e dell’esperienza d’uso, la supervisione della produzione del vinile bianco 33 giri e lo sviluppo di packaging e materiali stampati. Parallelamente, è stato gestito il coordinamento con il compositore per garantire coerenza tra identità sonora e progetto.
Outcome: un progetto che traduce la fragranza in esperienza temporale e multisensoriale. Scents in Stereo restituisce profondità al gesto del profumo attraverso un oggetto fisico che si ascolta, si testa e si conserva.
Partner: handfactory | Creative Direction: Luciano Barletta | Music: Henford
Development: Sara Pierdonà | Ph: Beatrice Penati
Per l’edizione 2026 abbiamo curato la direzione artistica e sviluppato un nuovo linguaggio visivo, più editoriale e fotografico. Le immagini diventano il centro della comunicazione: ritratti, dettagli, persone e momenti del festival costruiscono un racconto diretto, fisico e contemporaneo.
La tipografia interviene come struttura, organizzando contenuti e informazioni attraverso titoli netti, bande orizzontali e gerarchie essenziali. Un sistema flessibile che permette di alternare comunicazione di servizio, lineup, food, partnership e contenuti dedicati agli artisti, mantenendo coerenza tra i diversi formati.
Abbiamo inoltre coordinato i team creativi coinvolti nel progetto, social media manager, content creator, videomaker e fotografi definendo un’unica direzione tra produzione dei contenuti, comunicazione digitale ed esperienza on site.
Outcome. Un’identità visiva più matura e strutturata, capace di trasformare la comunicazione del festival in un racconto editoriale continuo. Un sistema fotografico e tipografico riconoscibile, pensato per dare spazio alle persone, agli artisti e all’energia dell’evento, mantenendo chiarezza e coerenza in ogni applicazione.
Partner: Goes to ets | Art Director: Eleonora Sicolo | Graphic Designer: Beatrice Penati
Abbocca è un Seafood Tapas Bar. L’identità visiva si costruisce attorno all’acciaio: materiale che rimanda alla pelle lucida dei pesci, freddo e riflettente, capace di restituire l’atmosfera essenziale del luogo. Bianco e nero sono i soli colori, usati in netto contrasto e valorizzati da luci pulite e tagli minimalisti.
Il logo raffigura un branco di pesci che si compatta e si muove insieme, disegnato con un tratto istintivo che evita la rigidità geometrica. La tipografia lavora come estensione del segno: la parola Abbocca si muove e si deforma, con lettere che sembrano urtarsi e stringersi, simulando il guizzo di un pesce che abbocca all’amo. Un dinamismo che rompe la staticità del segno scritto e traduce in gesto visivo l’essenza del nome.
Ogni applicazione mantiene coerenza con il linguaggio sobrio e metallico dello spazio, lasciando che il vero protagonista resti il pesce, esposto e servito come elemento centrale.
Outcome. Un’identità minimale e decisa, che usa acciaio, luce e tipografia in movimento per raccontare la freschezza del mare. Abbocca si presenta come spazio pulito e diretto, dove la materia prima emerge senza sovrastrutture.
Il progetto per Caminetto nasce con l’obiettivo di creare un’identità visiva capace di raccontare la versatilità e l’accoglienza del locale, trasformandolo in un punto di riferimento per diversi momenti della giornata.
La tipografia, morbida e accogliente, è stata scelta per evocare il calore e la convivialità che definiscono l’esperienza Caminetto. Il payoff “Dal caffè al dopolavoro” sfrutta il gioco degli spazi vuoti tra le parole per comunicare l’idea che Caminetto non sia solo una caffetteria, ma un luogo di incontro che accompagna le persone dalla colazione al drink serale.
Elemento centrale dell’identità è la mascotte: un personaggio dinamico con gambe in movimento, simbolo del passaggio fluido tra le diverse esperienze offerte dal locale. La mascotte si trasforma in base al contesto — tazzina di caffè, calice di vino, cocktail o cornetto. Questa modularità permette di declinare facilmente il sistema visivo su menù, merchandising e comunicazione social, mantenendo coerenza e riconoscibilità.
Outcome. Un’identità funzionale e distintiva, che supera l’immagine classica di un semplice bar-caffetteria per affermarsi come spazio contemporaneo e accogliente, capace di accompagnare i diversi momenti della giornata.
Cántaro è un progetto di cerámica artesanal en terracota che lavora con forme essenziali e materie prime locali. L’identità prende ispirazione dal cántaro, vaso tradizionale mediterraneo usato per contenere acqua e vino: un oggetto quotidiano, archetipico, che diventa simbolo di memoria e continuità. La sua sagoma è ridotta a un segno grafico in negativo, inciso dentro un riquadro scuro che restituisce l’idea di impronta, di traccia resistente nel tempo.
La tipografia serif asciutta accompagna il marchio con rigore, mentre i materiali scelti — carte porose, texture terrose, palette cromatica neutra e calda — evocano la fisicità della terracotta e il paesaggio da cui nasce. L’art direction lavora per sottrazione, facendo emergere la forza della materia e della manualità. Ogni elemento, dal logo al packaging, dai materiali editoriali alla direzione fotografica, contribuisce a creare un linguaggio coerente e radicato.
Outcome. Un’identità materica e senza tempo, che restituisce autenticità e permanenza. Il cántaro diventa emblema narrativo e ponte visivo tra gesto artigianale, tradizione mediterranea e contemporaneità.
Goes To Open Air è un festival di musica elettronica nato con l’obiettivo di portare la club culture sulle rive del Lago di Como. La prima edizione si è svolta nell’estate del 2025 a Gera Lario, richiamando oltre 2.500 partecipanti e costruendo una forte presenza sia sul territorio sia online, con più di 800.000 visualizzazioni complessive e oltre 85.000 account raggiunti. Il progetto ha inoltre coinvolto partner come Red Bull e Milano Cortina 2026.
Abbiamo curato la direzione artistica e lo sviluppo dell’identità visiva del festival.
Le grafiche sono state sviluppate attorno a un elemento centrale che ritorna in tutte le declinazioni visive: una forma fluida che simula un’onda, a metà tra onda sonora e onde del lago. Questo segno diventa il filo conduttore dell’identità, generando movimento e dinamicità in ogni applicazione.
La nostra attività ha incluso anche il coordinamento dei team creativi coinvolti nel progetto: social media manager, content creator, videomaker, fotografi, scenografi e fashion designer. Un processo di direzione integrata che ha garantito coerenza tra le diverse discipline, dal digitale alla produzione on site.
Outcome. Un’identità visiva energica e riconoscibile, capace di raccontare il festival su più livelli, digitale, live e territoriale, contribuendo al lancio di un nuovo appuntamento indipendente sul Lago di Como e supportandone la crescita attraverso una comunicazione coordinata, partnership strategiche e una forte partecipazione della community.
Video. Giacomo Marinoni
L'incarico prevede la direzione artistica delle serate del collettivo al Club Repvblic di Milano. Oltre alla creazione contenuti social per promuovere gli eventi, al trattamento fotografico e alla cura del suono, ci occupiamo anche della gestione delle luci e dell'ambiente durante la serata, per garantire un'atmosfera coerente e coinvolgente. Collaboriamo quando necessario con il direttore di sala per coordinare il flusso dell'evento e forniamo supporto agli artisti.
Ph: Vittorio La Fata
I pattern sono stati sviluppati per un progetto personale di Jamie Sharp e sono interamente disegnati a mano, ispirati a tessuti antichi. Ogni dettaglio è stato lavorato con attenzione per valorizzare l’imperfezione e restituire un’estetica autenticamente artigianale.
Il secondo pattern in particolare trae ispirazione da un tessuto russo databile tra il 1700 e il 1899, reinterpretato con un approccio contemporaneo ma fedele alla sua origine storica. Al centro del processo creativo c’è stata la volontà di mantenere un forte senso di handmade, trasformando l’imperfezione in cifra estetica e identitaria.
Outcome. Pattern che uniscono ricerca storica e sensibilità artigianale, capaci di tradurre in linguaggio visivo la continuità tra tradizione e contemporaneità.
La collaborazione con Paper Moon è proseguita con un incarico di direzione artistica integrata a un lavoro di social media management e content creation per il profilo ufficiale @papermoon.giardino.milano. L’obiettivo era rafforzare la presenza digitale del ristorante e costruire un racconto visivo coerente con l’immagine e i valori del brand.
Il progetto è partito dall’organizzazione di shooting fotografici mirati, pensati per documentare e valorizzare l’esperienza Paper Moon in tutte le sue dimensioni: dalla selezione delle materie prime al lavoro della brigata in cucina, fino al servizio e alla customer experience in sala. La direzione artistica ha definito linee estetiche precise, capaci di restituire eleganza e autenticità, mantenendo un equilibrio tra rigore e calore.
In parallelo, è stato sviluppato un piano editoriale mensile comprendente la programmazione e pubblicazione di contenuti per feed e stories, arricchiti da materiali speciali dedicati a eventi e stagionalità. Le strategie comunicative sono state costruite ad hoc per incrementare l’engagement, ampliare la visibilità e consolidare la community digitale, senza mai perdere di vista la distintività del brand Paper Moon.
Outcome. Una presenza social curata e coerente, che trasferisce in digitale la stessa attenzione ai dettagli che caratterizza l’esperienza in sala. Il profilo Instagram diventa così uno strumento strategico: un canale per rafforzare la brand awareness, dialogare con il pubblico e consolidare il posizionamento del ristorante.
La collaborazione con Paper Moon è nata dall’esigenza di uniformare la comunicazione digitale di tutti i ristoranti del gruppo a livello internazionale. L’incarico aveva come obiettivo la creazione di brand social guidelines condivise, pensate per garantire coerenza visiva e strategica tra i diversi profili Instagram e fornire linee guida chiare ai futuri partner.
Il lavoro è partito da una ricerca e un’analisi approfondita dei profili esistenti, per individuare incongruenze visive, disallineamenti comunicativi e necessità operative. Da questa fase è nato lo sviluppo di un sistema visivo unitario, con l’organizzazione di elementi grafici e comunicativi chiave: palette cromatiche, tipografia, layout, format per feed e stories, tone of voice e best practice di pubblicazione. La direzione artistica ha poi tradotto i risultati dell’analisi in una strategia coerente, definendo strumenti pratici e un’identità digitale capace di riflettere i valori e il posizionamento del brand.
Per motivi di riservatezza non possiamo pubblicare gli sviluppi e il risultato finale delle brand guidelines: le immagini che accompagnano la descrizione provengono dagli shooting realizzati sotto la nostra direzione artistica.
Outcome. Un set di linee guida chiaro e strutturato, capace di garantire riconoscibilità e continuità su scala globale. Le social guidelines diventano uno strumento pratico e condiviso per sostenere la crescita di Paper Moon e dei suoi partner all’interno di un ecosistema digitale coerente ed efficace.
Recleo è uno spazio espositivo nato a Milano. Per l’opening abbiamo sviluppato un’identità che gioca con la ruvidità berlinese: nero su rosso, tipografia heavy e compressa, retino evidente e uno scribble centrale che agisce come segno vivo. La gerarchia tipografica è ridotta all’essenziale — RECLEO, EXHIBITION SPACE, 2025 — con tracking serrato e masse compatte. Lo scribble si inserisce tra la font come ponte e interferenza. Halftone ampio e micro-imperfezioni controllate restituiscono una fisicità che resta anche in digitale. Rosso come campo, nero pieno per testo e segni.
L’identità vive con coerenza su tutti i touchpoint: poster e materiali di lancio, proiezioni in spazio durante l’opening, capi e accessori con applicazioni ad alto contrasto, asset per feed e stories.
Outcome. Un linguaggio diretto e riconoscibile che vive coerente su poster, spazio fisico e prodotto. Lo scribble diventa segno identitario e strumento di navigazione; la tipografia compressa costruisce una presenza forte, leggibile in affissione e incisiva su capi e accessori. L’insieme definisce il tono di Recleo: sperimentale, urbano, preciso.